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Icardi e Handanovic, i cardini dell'Inter di Spalletti

Nonostante il calcio sia uno sport in cui 22 giocatori si affrontano in campo e il risultato si basi sulla coesione di una squadra e non della prestazione di un singolo, spesso capita, soprattutto ad alti livelli, che sia proprio un individuo a trascinare la squadra verso la vittoria, ergendosi nettamente al di sopra degli altri sia per prestazione sia per carisma che dimostrano sul campo. Nel caso dell'Inter di quest'anno è chiaro che i buoni risultati ottenuti finora, con il momentaneo raggiungimento del primo posto a novembre come picco massimo, derivino dall'ottimo stato di forma di alcuni giocatori, tra cui risaltano soprattutto due elementi: Mauro Icardi e Samir Handanovic, rispettivamente centravanti e portiere della squadra allenata da Luciano Spalletti.
Per quanto riguarda l'attaccante italo-argentino, che è anche il capitano nerazzurro, gli aggettivi per descrivere la sua abilità nell'andare in goal sono ormai finiti. Attualmente secondo nella classifica cannonieri della Serie A, nella quale è uno dei grandi favoriti secondo i pronostici calcistici dei bookmaker, Icardi vive praticamente dell'andare a rete, abilità che gli viene spontanea e naturale e per la quale ha un istinto fuori dal comune. Fin dai tempi in cui giocava nel campetto sterrato nella sua Rosario natale, Maurito ha sempre avuto un enorme fiuto per il goal, sapendo vedere la porta come pochi, e andando a segno anche con poco spazio a disposizione. Dopo un apprendistato nelle giovanili del Barcellona, che probabilmente ora si starà mangiando le mani per aver fatto partire un giocatore di questo calibro, e un periodo di assestamento alla Sampdoria, la scommessa dell'Inter su di lui si è rivelata vincente. Da quando è all'Inter il numero 9 ha messo a segno 89 reti in 145 partite, una cifra spaventosa che lo proietta nell'Olimpo dei migliori centravanti nerazzurri di sempre.
Handanovic dal canto suo, infonde tutta la sicurezza e l'autorità del grande portiere d'esperienza, che mantiene in vita la squadra nel momento del bisogno. Un esempio su tutti è sicuramente la grandissima partita messa a segno dal portiere sloveno a Napoli a metà ottobre: gli azzurri avevano sempre vinto in casa in campionato fino a quel momento, ma quella sera le loro speranze si infransero sui guantoni e sugli scarpini di un Handanovic praticamente perfetto. Anche in quel di Torino la prestazione di Handanovic si è rivelata fatidica per ritornare a Milano con un prezioso punto in saccoccia, fermando il risultato sullo 0-0 grazie a buoni interventi, sebbene non al livello di quanto visto contro il Napoli.


Nello sviluppo del loro rendimento, specialmente per quanto riguarda Icardi, ha avuto una notevole importanza l'operato di Spalletti. L'allenatore arrivato l'estate scorsa dalla Roma insieme al diretto sportivo Walter Sabatini non ha solamente dato una scossa a un ambiente abbattuto e demotivato, ma ha saputo toccare le corde giuste per far spronare ogni singolo giocatore a dare il meglio di sé ed è riuscito ad esaltare sia l'intuito per il goal di Icardi sia la bravura tra i pali di Handanovic.
Con l'obiettivo di tornare in Champions League la stagione prossima, l'Inter di quest'anno proverà a dare fastidio a tutti ai piani alti della classifica. Dopo il periodo di riposo durante la sosta di gennaio i due uomini più importanti della squadra nerazzurra faranno di nuovo sentire il loro peso.

 

 
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