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La telenovela Vucinic - Guarin

È sicuramente il caso di questo calcio-mercato. E siccome di colpi veri (e di soldi) se ne vedono pochi, quella intorno allo scambio Vucinic-Guarin ha tutte le caratteristiche di una telenovela a basso costo. Ma chi è davvero Mirko Vucinic e perché i tifosi neroazzurri hanno attaccto con un comunicato la scelta della società di prenderlo dalla Juve in cambio di Guarin? Il capitano della nazionale montenegrina è dotato di grande tecnica e di discreta velocità ed ha dalla sua la versatilità sul fronte d’attacco. In più, in area sa far valere il suo fisico possente. Cosa lo rende allora un giocatore indesiderato, almeno agli occhi della Curva Nord?
Innanzitutto il fatto che Vucinic quest’anno compirà 31 anni, mentre il colombiano ne ha ancora 27. Scambiare un “giocatore giovane e tecnicamente valido per uno meno giovane” ha lasciato quanto meno perplessi i tifosi. Tra gli altri difetti messi sul conto del montenegrino, inoltre, c’è la sua bassa media-gol (fare un gol ogni quattro partite non è esattamente quello che si chiede a un centravanti), l’alto numero di infortuni (guarda caso, alla Juventus scalda la panchina anche perché è reduce da vari guai muscolari) e un rendimento incostante.L’Inter tuttavia ha bisogno di un attaccante se a fine stagione vuole centrare l’Europa che conta. E gli analisti di scommesse sulla Champions League di betfair dicono che, per farlo, i nerazzurri devono marcare un po’ di più dei 38 gol messi a segno fin ora.
Nello schema tattico di Mazzarri, Vucinic occuerebbe il ruolo di prima punta, mentre Palacio svarierebbe sul fronte offensivo e Alvarez giocherebbe più arretrato. Sarebbe in altre parole la riproposizione della strategia d’attacco con cui il tecnico livornese ha conquistato l’Europa col Napoli. Basta questo a giustificare l’arrivo in nerazzurro di un giocatore che quest’anno ha collezionato soltanto 8 presenze e 2 gol? Gli esperti di scommesse sul calcio online di questo blog non ne sono così certi. Si attende dunque che Thorir arrivi a Milano e che, come ha preannunciato, si rimbocchi le maniche per mettere il lieto fine a questa storia.

 


il PRESIDENTE che porterà
l’INTER nel futuro

Un magnate figlio “d’arte” 
Erik Thohir, nato a Giacarta il 30 maggio 1970, è figlio di Teddy, il numero uno di Astra International, holding internazionale che controlla alcuni marchi importanti dell’automobile quali Toyota e Peugeot. Come riporta Blomberg News, il fatturato nel 2012 di Astra International è di circa 12 miliardi di euro.

Laureato in economia, è “Sua emittenza” indonesiana
Thohir si è laureato alla Nationale University di Los Angeles e ha iniziato l’attività imprenditoriale nel settore dei media. A 23 anni ha fondato il Mahaka Group Media, che comprende al suo interno il quotidiano locale Republika, il canale televisivo TakTV e diverse stazioni radiofoniche. Tra i tanti prodotti di sua proprietà figurano anche diversi siti internet e società pubblicitarie. Insomma, una specie di Berlusconi d’Indonesia.

L’uomo da 25 miliardi di dollari
E’ questa la cifra del patrimonio stimato di Erik Thohir. Una persona “perbene” com’è stata definita da Massimo Moratti. Chi lo conosce lo vede come una persona distinta e umile. Sposato e padre di quattro figli, si dichiara un islamico moderato.

Dal fratello Garibaldi all’Inter, l’Italia nel suo destino
Con un fratello di nome Garibaldi, Erik Thohir non poteva che scegliere l’Italia per proseguire la sua attività imprenditoriale. E’ il minore di tre fratelli, gli altri si chiamano Rika e appunto Garibaldi, quest’ultimo considerato uno dei primi 20 uomini business più ricchi d’Indonesia. Con l’acquisizione dell’Inter, corona la sua grande passione per la Serie A. L’altro campionato europeo a lui molto gradito è la Premier League. In passato tentò un approccio per acquistare quote del Manchester United, ma senza successo.

Tutte le sue proprietà sportive
L’acquisto della proprietà dell’Inter non è l’unico affare che Erik Thohir ha legato al mondo dello sport. Il magnate infatti è già proprietario del club americano dei DC United, che milita nella MLS Soccer e del Persib Bandung, squadra che milita nel campionato indonesiano, possiede delle quote della franchigia di basket NBA dei Philadelphia 76ers. Il basket, oltre al calcio, è la sua grande passione. Thohir è anche presidente della Federazione indonesiana e della federazione pallacanestro del Sud-Est asiatico , ed ora Azionista di maggioranza e Presidente dell’ Fc Internazionale Milano

 

articolo tratto da http://www.squer.it/of/erik-thohir-inter/


era solo un cambio di gomme …

Prima o poi ritornano.

Per diciotto anni, alla vigilia di ogni partita, abbiamo letto con occhi avidi la lista dei convocati, curiosi di scoprire se un determinato giocatore aveva recuperato dall’infortunio e se quel giovane aveva finalmente la fiducia dell’allenatore. Nello scorrere quell’elenco di nomi ce n’è sempre stato solo uno che ad un certo punto abbiamo smesso di notare, in quanto la sua presenza era più che scontata: Javier Zanetti.
Questa nostra abitudine è stata interrotta sei mesi fa, un pomeriggio di fine aprile. Però si sa, una consuetudine durata per quasi vent’anni è difficile da perdere; ecco perché sabato mattina, quando è stata diffusa la lista dei giocatori convocati per la vittoriosa trasferta di Udine, molti di noi, sovrappensiero, leggendo il numero 4 tra i difensori, non si sono subito stupiti, l’abitudine avuta per diciotto anni ha avuto la meglio. Solo prestando più attenzione il nostro cuore ha mancato un battito nell’accorgerci che la presenza di quel numero 4 non era invece affatto normale; El tractor è tornato!
La fine di un incubo che i veri interisti, coloro che conoscono davvero il Capitano, hanno sempre ritenuto certa: proprio come disse Zanetti all’indomani di quel terribile 28 aprile: “era solo un cambio di gomme”.
Purtroppo non abbiamo avuto modo di assistere al suo ritorno in campo, ma tranquilli, lo spettacolo è solo rimandato, probabilmente a sabato sera, a casa, davanti al pubblico che ama.
 
Pupi, ci sono due fasce di nuovo pronte per essere tue: quella destra del campo e, soprattutto, quella da Capitano.

di  Federica Sala
sala.federica.4@gmail.com

 


ERICK, TI SVELO COME SONO.

Avete presente il momento nel quale dovete affidare ad un’altra persona qualcosa a cui tenete molto? Siete preoccupati che non riceva le giuste attenzioni e desiderereste raccontare tutta la sua storia a chi se ne occuperà, in modo che egli la conosca perfettamente e sappia come occuparsene al meglio. E’ così per tutti, inutile negarlo, sia che quel “qualcosa” sia una macchina, un gatto o una squadra di calcio. Lo sa bene Massimo Moratti, il quale dopo mesi e mesi di trattative ha preso la fatidica decisione: affidare la creatura che più ama al mondo, e a cui ha dedicato gli ultimi 18 anni di vita, a Thohir. E’ stato facile per il Presidente parlare all’indonesiano degli sponsor, dei guadagni e degli ingaggi, il difficile è venuto dopo, quando è arrivato il momento di fargli capire che non è possibile comprendere l’essenza dell’Inter semplicemente leggendo dei fogli pieni di dati e calcoli. Come fare a spiegare ad un giovane e ricchissimo straniero l’amore che lega da sempre Moratti a questi colori, come parlargli in modo chiaro, senza far riaffiorare vecchi dolori e ferite, del 5 maggio, di calciopoli, dei favori arbitrali che non arrivano mai, delle sconfitte assurde nelle partite che sembrano più semplici e dei mercenari che indossano maglie nemiche senza alcuna vergogna?
Come far commuovere Thohir raccontandogli delle grandi Inter di Herrera e Mourinho, di Zanetti che, una sera di maggio, dorme abbracciato alla coppa dalle grandi orecchie su un aereo con tratta Madrid - Milano, delle rimonte nelle partite più buie e dei goal all’ultimo minuto che ribaltano partite quasi già perse?  
Svelare al magnate indonesiano che creatura è l’Inter era un compito troppo difficile per Moratti, certe cose non sono adatte ad essere spiegate a parole. Ed ecco che la Beneamata è venuta in soccorso al suo Presidente, come a dirgli “tranquillo, ci penso io a spiegare a Thohir come sono fatta, tu riposati che per me hai già fatto tanto”. Come la migliore delle insegnanti non ha perso tempo, domenica a Torino ha svelato al suo nuovo padrone i tratti essenziali che da sempre la caratterizzano: i provvedimenti arbitrali troppo generosi contro, gli svantaggi, le rimonte da batticuore, la grinta, l’immenso cuore e gli errori che, proprio sul finale, lasciano l’amaro in bocca.
E’ così, caro Thohir, hai preso in affido una creatura pazza, imprevedibile, difficile da gestire. Ma tranquillo, impara ad amarla e lei ti ripagherà. 

di  Federica Sala
sala.federica.4@gmail.com


Torino INTER gol ,errori, cori , pagelle

Torino – INTER  3-3 
gol PALACIO, GUARIN, PALACIO

PAGELLE

HANDANOVIC    S.V.  espulso frettolosamente   
JONATHAN        6      in 10 è costretto a attaccare di meno
ROLANDO          6     presente
RANOCCHIA       6     sui gol subiti c’è il suo zampino, aiuta a fare un gol
JUAN JESUS      6      presente può fare molto meglio
NAGATOMO       6      se la vede con cerci, non può fare molto di più
GUARIN            7      buona prestazione grande gol
CAMBIASSO      6      cerca di controllare ma in 10 le cose si complicano
TAIDER            6      poco incisivo
KOVACIC          S.V.  esce subito (purtroppo)
PALACIO          8      corre per due segna 2 gol e difende, non doveva uscire
CARRIZO         6.5    entra e para il rigore qualche responsabilità sul gol del pari
BELFODIL         7     entra benissimo fa un assist merita di giocare di più
WALLACE         5.5   purtroppo fa un fallo inutile che causa il pareggio

MAZZARRI        6      in 10 avrebbe potuto lasciare in campo Kovacic e gli ultimi minuti non avrebbe dovuto togliere Palacio , comunque la squadra è ben organizzata anche se i gol subiti sono errori di movimento difensivi che vanno eliminati, comunque in 10 avremmo potuto vincere e questo è anche un suo merito 

 

COMMENTO

La partita contro il Torino è stata complicata da una decisione arbitrale a dir poco fiscale , come al solito non si teme di applicare contro l’Inter il regolamento alla lettera, Handanovic espulso per un uscita a terra nella sua area piccola , nel chiaro tentativo di prendere il pallone , mi chiedo se un portiere non può fare neanche questo cosa ci sta a fare  ?

oggi per un attaccante puntare a farsi colpire dal portiere per farlo espellere ed ottenere il rigore è  più importante che cercare di far gol salvaguardando l’incolumità del portiere che ci mette le mani e la faccia , un volta gli attaccanti avevano l’istinto di saltare per evitare il portiere oggi hanno l’istinto di allungare il passo per farsi colpire.

Questa è solo una delle assurdità dei nostri tempi , gli arbitri che non distinguono le simulazioni neanche se assistono a pochi passi e guardano in 3  e ammoniscono Cambiasso che viene toccato dal tuffo di Cerci , del resto se la partita prima contro la roma in 3 non hanno visto che il fallo era 1 metro fuori area e assegnano il rigore c’è poco da meravigliarsi.

Stranamente il cosiddetto giudice di fondo campo si sta rendendo sempre più inutile e dannoso spesso influenzando in modo sbagliato l’arbitro e il guardalinee che probabilmente si sente di non contraddire chi è più vicino di lui all’area e quindi il risultato spesso è che in 3 prendono la decisione sbagliata .

Ormai lamentarsi per i torti subiti è inutile , a fine partita MAZZARRI ha deciso di non presentarsi dai giornalisti e si è presentato Branca  che ha cercato di spiegare le motivazioni della mancata presenza ma lo ha fatto a suo modo con una calma serafica che certo non toccherà, chi quegli errori commette o che sono ormai anni che vede e sminuisce o fa finta di ignorare.

Altro problema dei nostri giorni sono i cori , gli insulti e gli auto cori .

Siamo arrivati a fere i cori apposta par farci squalificare , questa è una posizione assurda da parte della Curva Nord che purtroppo per una volta sta mettendo le proprie posizioni contro gli interessi dell’Inter, tutto ci serve tranne che giocare senza il sostegno della nostra CURVA.

Naturalmente anche su questo argomento si applicano le regole in modo non sempre omogeneo e di sicuro all’Inter non si farà nessuno sconto e si ascolteranno con attenzione tutti i cori e si applicherà la regola in modo preciso , per altri forse si farà un po' meno attenzione o si troveranno attenuanti.

Comprare i biglietti per le partite dell’Inter  è sempre più semplice tramite internet  si trovano facilmente ( clicca qui per tutti gli eventi ) ma stanno riuscendo a dissuadere ad andare allo stadio anche chi è disposto a fare molti chilometri e ad avere disagi, ma almeno avere la certezza che il suo settore sia aperto, è il minimo indispensabile , certo noi Tifosi dovremmo impegnarci a fare il tifo per la nostra squadra senza insultare gli avversari , sarebbe tutto più bello ma è purtroppo un utopia , pensare che TUTTE le persone si auto limitino  e se i settori organizzati fanno apposta a creare problemi allora il caos è assicurato.

La prossima partita sarà contro il Verona , la curva sarà presente ma diffidata, un tempo esisteva un bellissimo gemellaggio tra le nostre tifoserie ed assistere alla partita era ancora più divertente, oggi purtroppo il gemellaggio non c’è più .

Finalmente dovremmo recuperare Campanaro e  rientrerà Ricky , vedremo se la difesa sarà più solida e se Mazzarri vorrà dare un'altra opportunità a Kovacic o a Belfodil  senza dimenticare Icardi , meritano un posto in squadra e Mazzarri dovrà trovare il modo di farli giocare di più sempre cercando di mantenere i giusti equilibri .

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